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Ispica

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L’odierna Ispica giace sul pianoro adiacente alla famosa cava d'Ispica, dove l’antica città fu ubicata e prosperò fino al terremoto del 1693. Sino al 1935 il nome di questa civilissima cittadina era Spaccaforno, termine la cui etimologia deriva da Ispicae Fundus, nome dato sin dai tempi antichi alla località. Non è il caso di soffermarsi in questa sede sul valore del sito archeologico e dei resti storico-religiosi della cava d'Ispica: basta dire soltanto del fascino esercitato, nel corso dei secoli, dalle grotte, dai romitori, dalle necropoli, dalle chiese e dal ricco paesaggio della cava su scrittori e artisti. Passata per diverse mani di nobili famiglie siciliane, con l’abolizione del feudalesimo Ispica fu libero Comune, sviluppandosi attorno al nucleo storico dove sono accentrati i più importanti monumenti L’architettura civile di Ispica vanta uno dei migliori monumenti liberty di Sicilia: il palazzo Bruno di Belmonte, sede del Comune. Opera di Ernesto Basile, palazzo Belmonte è caratterizzato dalla perfetta armonizzazione tra la mole massiccia e imponente della struttura e le linee del disegno, che, nel gioco variegato di torri e soggette, di balconi e inferriate, alleggerisce la costruzione e conferisce slancio ed eleganza a tutto l'insieme.

Fonte: Provincia Regionale di Ragusa

 

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